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Storia

  • La Storia della parrocchia

    Sul principio del secolo XVI, la pieve di Santa Maria di Carpi continuava ad avere giurisdizione parrocchiale sul territorio all' esterno della cinta muraria. A sud dell'abitato cittadino si erano...

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Don Claudio

Sul principio del secolo XVI, la pieve di Santa Maria di Carpi continuava ad avere giurisdizione parrocchiale sul territorio all' esterno della cinta muraria.
A sud dell'abitato cittadino si erano formati degli agglomerati prevalentemente costituiti da case sparse,
che conducevano vita propria dipendendo pur sempre dall'autorità ecclesiastica pievana: San Pellegrino,
ricordato in un documento carpigiano del 1479 sul cui territorio era costruito un oratorio dedicato al santo; Bertolasco, citato in una carta del 1091 e del 1116, da considerarsi forse il più antico nucleo inglobato nella futura parrocchia di Quartirolo ed all'epoca comprendente le zone di Zappiano e Castione; Giandegola, detta Glandetulum o Glandetum,che assieme a Zappiano, detto Zaplanum, viene ricordato in un rogito del notaio Giovanni Zanoni nell'anno 1344; Sabina o Sabbatina, del quale poco si conosce e le cui notizie sono sporadiche ed incerte.
Bertolasco, Zappiano e Castione dipendenti dalla chiesa di S. Nicolò furono incorporati nel 1449 alla pieve di Carpi ed in seguito ceduti dall'arciprete Tommaso Grillenzoni nel 1554 alla costituenda Parrocchia di Santa Croce.
In Giandegola sorgeva un antico oratorio (sembra che l'origine risalga addirittura al secolo VIII) detto S. Tommaso delle Lame. Avendo cura d'anime fin dall' origine, un sacerdote era incaricato all' assistenza spirituale e preposto a celebrare i riti religiosi.
La popolazione della zona andava aumentando ed il piccolo oratorio di S. Tommaso, caduto in rovina, non garantiva il costante servizio religioso a causa delle difficoltà che incontrava il cappellano incaricato all' esercizio del culto nello spostarsi dalla città alla campagna soprattutto di notte ed in tempi di guerra.
Il desiderio di creare una parrocchia fuori le mura, suffragato anche dal nuovo clima del Concilio Tridentino,
si concretizzò nel XVI secolo, quando Alberto III Pio ampliò la cinta muraria della Cittadella ed inglobò parte dei territori rurali dipendenti dalla pieve di S. Maria, estesa a sud fino al fosso chiamato Gargallo, che segnava il confine tra la parrocchia di S. Lorenzo e Carpi.
Vista la situazione l'arciprete ordinario di Carpi Francesco Martelli decise, per assicurare una cura pastorale ai territori periferici, di creare le parrocchie di Cibeno (a nord) e di S. Maria della Neve (a sud), per quest'ultima incorporando le zone di Giandegola, Bertolasco, S. Pellegrino, Zappiano e una porzione di Castione. La data di erezione della parrocchiale di Quartirolo, anche se questo nome compare per la prima volta solamente nel 1626,
è collocabile tra il 1571 e 111580. Sappiamo infatti che nel 1571 Mons.
Martelli indisse un Sinodo e nella relazione non risultano altre parrocchie eccettuata quella cittadina, estesa territorialmente anche fuori le mura.
Dal Registro dei Defunti volume primo della parrocchia si legge in data 1580 "chiesa della Giandegola o chiesa di
S. Maria della Neve" Ci viene in aiuto, inoltre, una Visita Pastorale compiuta il 14 novembre 1574 da un Visitatore Apostolico, nella cui relazione si legge:

"Parochialis ecclesia S. Mariae sub titulo Nivis modo. .. construi coepta ...
quae propterea ... infra annum de omnibus adomatam ipsius, nec non pro
apparatu sacerdotis, ac aliis opportunis provisis eadem perfici sub dupli
poena ... itemque infra dictum tempus decretum fuit pariter construi debere
aedes ad usum presbiteri. .."
(la chiesa parrocchiale sotto il titolo di S. Maria della Neve di cui si è iniziata la costruzione, entro un anno sia completata di tutte, le suppellettili e dei paramenti dei sacerdoti e delle altre cose necessarie; parimenti nello stesso spazio di tempo sia costruita la casa ad uso del sacerdote)

Sembra molto probabile che l'erezione della chiesa parrocchiale abbia avuto inizio intorno all'anno 1574.
Parte del materiale per la costruzione fu recuperato dalla chiesa di S. Maria del Bosco o della Neve (di cui l'erigenda parrocchiale ne ha ereditato il titolo) situata tra Limidi e Cortile nella località detta anche oggi "Homo morto ".
Di origine molto antica, dipendente in un primo tempo dall' Abbazia di Nonantola, fu poi annessa nel 1515
all' Arcipretura di Carpi da Papa Leone X per interessamento di Alberto III Pio.
Nella Visita Pastorale del 1574 troviamo scritto a conferma di quanto tramandato "ex ruinis alterius ecclesiae eiusdem tituli in nemoribus existentis (dalle rovine di un' altra chiesa con lo stesso titolo che esisteva nei boschi).
Detta chiesa fu infatti abbattuta nel 1573 e secondo Don Paolo Guaitoli, dopo averne "trasportato il titolo nella chiesa di Limidi ne donò il materiale agli abitanti di Giandegola e Bertolasco che allora stavano fabbricando la chiesa di Quartirolo"
La nuova chiesa parrocchiale venne eretta nella zona di Giandegola dove esisteva dagli inizi del XVI secolo un oratorio chiamato della Madonna della Pioppa o della Giandegola.
La costruzione fu resa possibile dall'apporto di materiali derivanti dalla chiesa di S. Maria del Bosco nei pressi di Limidi, dall' Oratorio della Madonna della Pioppa e da quello di S. Tommaso delle Lame.
Antonio Bellini distingue la costruzione della parrocchiale dall' Oratorio della Madonna della Pioppa; sarebbero due edifici indipendenti, l'uno ampliato, l'altro costruito ex novo con i materiali della chiesa di S. Maria del Bosco.
Riteniamo opportuno, anche in base al materiale documentario a disposizione, ritenere che la chiesa di Quartirolo sia sorta sui resti dell' Oratorio della Madonna della Pioppa, nonostante su questo punto, le testimonianze non siano del tutto esaurienti.
Inizialmente la chiesa non possedeva alcun beneficio e le relative rendite per la costruzione ed il proseguimento dei lavori furono date da donazioni di terreni e da offerte degli abitanti locali.
Notevole aiuto pervenne dai Canonici della Collegiata e da "spese pubbliche del Comune".
Nel corso del tempo la chiesa fu abbellita e dotata di suppellettili consone al decoro delle celebrazioni.
Inizialmente misurava braccia 42 di lunghezza, compreso il coro, che fu costruito alla fine del XVII secolo o all'inizio del seguente; venne allungata di nove braccia nel 1705 per l’interessamento del curato don Domenica Menotti e grazie alla generosità di molti parrocchiani che coprirono l'intera spesa ammontante a lire 903.
Rifacimenti e restauri hanno modificato l'aspetto originario della chiesa, alterandone leggermente la pianta e l'assetto architettonico.
Attualmente si presenta ad aula unica soffittata, con quattro altari suddivisi equamente sui due lati longitudinali, unitamente all' altare maggiore inserito nel vano presbiterale absidato.
La facciata neoclassica, suddivisa da paraste, è sormontata da frontone triangolare che conferisce eleganza e slancio all' edificio. In data 12 settembre 1954, Quartirolo, insieme a Cibeno, è dichiarata parrocchia urbana con decreto vescovile e inglobata nel vicariato cittadino di Carpi con il titolo di Prevostura .
Con la creazione di nuove parrocchie dovette ridimensionare i confini parrocchiali rinunciando a porzioni di terreno; nel 1954 cedette alla nuova parrocchia di S. Nicolò la zona tra via Nuova Ponente e Castione.
Alla parrocchia di S.Bernardino Realino (1957) fu concessa la fascia compresa tra via Nuova Levante e
via Tre Ponti.
Nel 1980 con la creazione della parrocchia del Corpus Domini fu ceduta la zona a sud di Carpi tra via Ugo da Carpi e Zappiano.
Al presente conta 4750 abitanti ed è racchiusa tra i quartieri a sud-est della città.
Perdendo ogni aspetto di zona rurale, è inserita a pieno titolo nel contesto urbano, attraversata da strade di scorrimento e circondata da fabbriche che ne hanno frazionato l'unità originaria.
La parrocchiale, nonostante questo mutamento di identità, si colloca in una piccola area verde, già appartenente al vecchio cimitero, che ricorda in qualche modo le origini campestri e permette di svolgere attività ricreative e culturali.


CANONICA E CIMITERO
La vecchia canonica di Quartirolo sorgeva di fronte alla chiesa, dove oggi è la strada nazionale, accanto al piccolo fosso chiamato Gargallo. Con probabilità la strada, secondo la denominazione del tempo chiamata via Maestra, segnava una curvatura dovuta all'ingombro della casa canonica che seguiva 1'andamento del Gargallo e si adattava agli anfratti del corso d'acqua.
Per questo motivo, nel 1679, la "Comunità" di Carpi decise di proporre uno scambio alla parrocchia: in cambio della terra su cui sorgeva la vecchia canonica assegnava una porzione di terreno sul quale fabbricarne una nuova.
A seguito di questa permuta la strada assunse un andamento rettilineo e, grazie al riassetto delle condizioni vi arie, si diede inizio alla costruzione della nuova canonica a sud della parrocchiale dove ancora oggi ne possiamo vedere le strutture, anche se non originali Non si presentava infatti nello stato attuale; se teniamo conto che l'area che circondava la chiesa era adibita a luogo di sepoltura, la nuova costruzione si trovava leggermente staccata dal corpo della parrocchiale di otto braccia (circa sei metri).
I due fabbricati vennero congiunti da un arco di collegamento in corrispondenza del primo piano, in modo da creare un passaggio tra la chiesa e la canonica, lasciando intatta l'area cimiteriale.
Si veniva così ad acquistare spazio e stanze per l'edificio canonicale ma,come afferma il Marri "con sofferenza dei parroci i quali dormivano o lasciavano dormire altri sopra i morti".
Con la Visita Pastorale del 1780 compiuta da Francesco Benincasa,primo vescovo di Carpi, e 1'erezione della parrocchia a Rettoria, fu deciso di togliere le tombe che sottostavano all' arco e di adibire tale zona ad andito di passaggio per "espurgare la Canonica di indecente cimitero" Le mura che delimitavano il sagrato nel corso degli anni vennero a creare ostacolo alla viabilità lungo la via Maestra a seguito dell' allargamento della strada.
Scrive Giuseppe Saltini, autore di una importante cronaca carpigiana,nel mese di luglio 1829 "per rendere più larga e comoda la strada Postale precisamente nanti la chiesa di Quartirolo, furono atterrate le muraglie che difendevano tanto il sagrato della chiesa stessa, quanto la strada, e questi muri furono trasportati più internamente verso la chiesa … con l'obbligo di fare a spese comunali i muri medesimi".
Con il passare del tempo l'edificio canonicale andava deteriorandosi nonostante i parziali restauri al tetto ed alle pareti.
Solamente nel 1980, essendo parroco don Nellusco Carretti, si decise di abbatterla per ricostruirne altra sulla stessa area, confortevole e rispondente alle esigenze pastorali.
Anche in questa occasione, nonostante l'ingente spesa, la comunità di Quartirolo non ha mancato di aderire all'iniziativa contribuendo alla realizzazione di una struttura adatta ad accogliere giovani, adulti ed anziani, concertando al meglio gli ambienti in funzione delle attività parrocchiali.
Il cimitero, anticamente antistante la chiesa, fu trasferito nell' area sudest per la donazione" di un pezzo di terra" ad opera di Gandolfi Giovan Battista, con rogito del 26 maggio 1825.
1 lavori per la costruzione furono ultimati l'anno seguente e, il 27 agosto 1826, Monsignor Bonaventura Bernardi, Vicario Generale, consacrò la cappella e benedisse il nuovo cimitero.
Fu soppresso con delibera comunale del 23 maggio 1967 e solamente nel 1973, a seguito dell'esumazione dell'ultima salma, completamente estinto ed adibito a prato.
Tale decisione fu dovuta all'urbanizzazione del quartiere che vedeva il cimitero immerso nel contesto abitato e alla scarsa funzionalità del camposanto che ormai ospitava tombe molto vecchie, preferendo la gente essere sepolta in città.
Anche i muri perimetrali vennero abbattuti negli anni settanta e l'intera area fu riservata alle attività ricreative della parrocchia.


IL CONGRESSO EUCARISTICO
Il 20 dicembre 1930 don Elidio Valentini, parroco di Quartirolo, comunicava al vescovo Mons. Giovanni Pranzini di voler celebrare un Congresso Eucaristico in parrocchia.
Nell'accorata lettera si esprime il vivo desiderio dei parrocchiani e del loro pastore di festeggiare il "trionfo di Gesù in Sacramento" e si chiede al vescovo il consenso e la benedizione perché tutto proceda per il meglio.
Unico scopo di questa solenne celebrazione sarà quello della "santificazione degli individui e delle famiglie e il rifiorimento delle associazioni parrocchiali, di quelle in ispecie che promuovono l'apostolato dell' Azione Cattolica" sotto la protezione di Santa Teresa del Bambino Gesù.
La risposta di Mons. Giovanni Pranzini è sollecita: "Approvo, incoraggio, benedico affettuosamente, augurandomi che in. ogni parrocchia della Diocesi, per turno, si facciano di questi Congressi, che destano tanto fervore spirituale e lasciano uno stralcio provvidenziale di bene".
Don Valentini affiancato da un nutrito gruppo di collaboratori iniziava, dal Natale 1930, la preparazione del Congresso.
Dal carteggio conservato nell' archivio parrocchiale è chiara l'adesione e la partecipazione dei singoli fedeli che, anche con semplici lettere, esprimono gratitudine e felicitazioni per i futuri festeggiamenti nonché l'augurio e la preghiera di ogni Bene nel Signore.
Buste colorate o semplicemente segnate dalla grafia infantile di un bambino ricordano i fioretti fatti dai piccoli di Quartirolo.
Quando l'azione non è specificata viene affidata ad un' asta, segno e presenza anonima di un' opera buona verso il prossimo.
Durante la primavera e l'estate 1931 le parrocchie della Diocesi si alternarono in visita alla chiesa parrocchiale e in pellegrinaggi che culminarono, in occasione della Sagra del 5 agosto, in celebrazioni quotidiane in canto e nelle grandi Comunioni generali Il Congresso, preceduto dalle Missioni e da una settimana di preparazione spirituale condotta da mons. Bini di Mantova, ebbe come giornate giovedì 17, venerdì 18, sabato 19 e
domenica 20 settembre 1931.
Secondo il programma ben delineato nel Bollettino Parrocchiale possiamo confermare che già dalla giornata di giovedì, con Comunione generale delle giovani, con la presenza del vescovo che nel pomeriggio inaugurò solennemente il Congresso, con la preghiera guidata da mons. Tesauri di Correggio, la comunità di Quartirolo ebbe una giornata di spiritualità, tesa ad intensificarsi nei giorni seguenti.
Continuando la cronaca, venerdì mattina mons. Aldo Valentini, con la schola cantorum di Santa Croce,
cantò la S. Messa; successivamente le giovani della parrocchia si riunirono per un'adunanza sul tema
"Eucaristia fonte di purezza" sotto la guida della sig.na Colli, di Reggio Emilia.
Nel pomeriggio la sig.na Scaravelli di Correggio intrattenne le donne dibattendo sul tema
"L'Eucarestia e la Missione di Sposa e di Madre".
Le adunanze si svolsero all' aperto, confidando nella buona stagione e potendo così ospitare il gran numero di aderenti.
La mattinata di sabato fu dedicata ai giovani che, dopo una Comunione generale durante la S. Messa, si riunirono per trattare il tema "L'Eucarestia, la Purezza, i Giovani"; relatore d'eccezione il prof don Torreggiani di Reggio Emilia.
Gli uomini si incontrarono nel pomeriggio per ascoltare il prof Claudio Nava, di Modena. La severità e la durezza del linguaggio fissarono nella mente degli adulti i moniti e gli insegnamenti di un uomo di provata fede e di salda esperienza in campo oratorio.
L'arrivo del vescovo completò la giornata di preghiera e di preparazione ed accentuò il clima di attesa e di gioia per la domenica, culmine dei festeggiamenti e centro del Congresso Eucaristico.
Fin dalle prime luci dell' alba festiva, in "un cielo terso e trapuntato di stelle", gli uomini parteciparono alla prima Messa celebrata da mons.
Bini.
Alle ore sette, una seconda Celebrazione Eucaristica conferiva solennità al giorno del Signore, coinvolgendo un gran numero di fedeli nella Comunione Generale.
La Messa solenne delle ore undici,celebrata da mons. Bertani con assistenza pontificale dell' Arcivescovo Metropolita di Modena, ha visto protagoniste le giovani di Quartirolo che sotto la guida del M.o. Malvezzi,hanno accompagnato il sacro Rito, cantando la Messa composta per l'occasione.
La chiesa non ha potuto contenere la gente, accorsa da ogni Villa per assistere al Congresso.
Nel pomeriggio, una solenne Processione Eucaristica concluse degnamente i festeggiamenti; il corteo composto da parrocchiani e convenuti dall'intera Diocesi, si snodò per le vie della parrocchia per quasi due ore accompagnato dalla Banda degli Artigianelli di Reggio Emilia.


Durante il percorso furono impartite tre Benedizioni al popolo accorso,ed al rientro in chiesa quella conclusiva dell'Arcivescovo di Modena.
Il canto dell'Inno Eucaristico composto per l'occasione, coronò la domenica dopo aver accompagnato i giorni principali del Congresso Eucaristico.
Due articoli di giornale, di cui uno a firma di Odoardo Focherini, restituiscono una testimonianza della Fede che ha pervaso la parrocchia di Quartirolo, della grande partecipazione di pubblico, nonché dell' organizzazione gestita con intelligenza.
Una cronaca dettagliata dei tre giorni principali del Congresso ci offre uno spunto di riflessione e di pensiero su quanto è avvenuto in una piccola parrocchia di campagna Coinvolgendo infatti i parrocchiani, don Elidio Valentini ed i suoi collaboratori hanno fatto del Congresso un momento di Ecumenismo diocesano finalizzato a radunare tutti i fedeli, risvegliando nei più sopiti, "l'Amore verso il Signore".
Testimonianza di tutto ciò le offerte e le donazioni, pervenute alla parrocchia per rendere più belle le suppellettili liturgiche e per dotare la chiesa di apparati degni di tale celebrazione.
Il ripristino del vecchio ostensorio con l'aggiunta di oro argento e pietre preziose, la doratura dei candelieri
dell' Altare maggiore, la nuova porticina del Tabernacolo, interamente offerti dalla carità dei fedeli, segnano il vero entusiasmo che ha caratterizzato la preparazione e la buona riuscita del Congresso ed il sentimento autentico di devozione verso il SS. Sacramento che ha spinto la gente a sacrificare qualcosa di proprio per il bene comune.
Non sono mancate tuttavia le spese. Un lungo e puntiglioso elenco informa i parrocchiani delle "entrate" e delle "uscite", nonché del ricavato di lire 439,35, interamente devoluto alle opere di abbellimento e di restauro delle suppellettili sacre.
In un anno, dal Natale 1930 al Natale 1931, la parrocchia ha organizzato, vissuto e goduto dei frutti del Congresso Eucaristico, culminato nella giornata di domenica 20 settembre, ma preparato spiritualmente da formazione, preghiera e opere di carità.
Ci sembra doveroso citare i telegrammi che il vescovo inviava al Papa ed al Re, e le relative risposte pervenute a sostegno ed incoraggiamento, testimonianza di unità e di partecipazione: -S.S. PIO XI, Città del Vaticano: Iniziandosi primo Congresso Parrocchiale Eucaristico Quartirolo Carpi adunanze gioventù femminile voto pietà,purezza, operosità, protestiamo acclamandovi dolce Cristo in terra venerazione immensa obbedienza illimitata amore filiale invochiamo Apostolica Benedizione. Pranzini Vescovo. Risposta S.Ecc. Vescovo - Carpi - Sua Santità accompagna con fraterni voti Congresso Eucaristico Quartirolo compiacesi generosi santi propositi gioventù e ringraziando omaggio invia propiziatrice divini favori implorata benedizione. Cardinale Pacelli. -Sua Maestà il Re - Roma - Congressisti Quartirolo di Carpi adunati attorno Eucarestia, dal Re d'Amore invocano unità prosperità gloria Patria diletta, vita, vittoria, gloriosa cristiana stirpe sabauda. Pranzini, Vescovo. Risposta Ill.mo Rev.mo Mons. Pranzini Vescovo di Carpi - Sua Maestà ringrazia vivamente del gentile messaggio.
Il Bollettino Parrocchiale del dicembre 1931 conclude la cronaca dei festeggiamenti in occasione del Congresso.
Quartirolo non dimentica però, che fin dall'inizio aveva affidato il felice esito del grande evento a Santa Teresa del Bambino Gesù, invocata protettrice.
Nel luglio 1932 sono indetti festeggiamenti in onore della Santa a riconoscenza e ringraziamento della buona riuscita del Congresso.
Presente il vescovo che domenica 17 luglio concludeva con la celebrazione della "S. Messa in Canto" quattro giorni di preparazione e meditazione guidate da mons. Bini, di Mantova, già ospite l'anno precedente.
Ulteriore testimonianza di come i parrocchiani di Quartirolo abbiano saputo solennizzare, con fede semplice e tanto impegno, momenti importanti caratterizzandoli di spiritualità e fraterna comunione.


LAVORI ALLA CHIESA NEGLI UlTIMI 150 ANNI
Nel trattare gli interventi strutturali che hanno interessato la parrocchiale di Quartirolo faremo riferimento a due periodi particolarmente significativi: il rifacimento ottocentesco della chiesa ed il rinnovamento della cappella maggiore degli inizi di questo secolo, ben consapevoli di ulteriori opere che nel corso dei secoli hanno condizionato l'architettura e l'aspetto attuale della chiesa.
Essendo l'edificio sacro spoglio e disadorno si pensò, verso il 1846, di provvedere alla sistemazione ed alla decorazione dell'interno nonché al ripristino degli altari intaccati dall'umidità e deteriorati dal tempo.
Il progetto dell'ingegner Alessandro Cabassi prevedeva l'innalzamento dei muri perimetrali del vano centrale, la soffittatura ad arelle, la modifica del coro e della volta del presbiterio. Completava i lavori architettonici l'allargamento e l'alzata dei vani tra le cappelle laterali per adattarvi il confessionale e il battistero .
n capomastro Gaetano Fanti era incaricato dell' esecuzione dei lavori ed un nutrito carteggio conservato in archivio parrocchiale ci restituisce, attraverso il piano economico del 1868-1869, la situazione della chiesa in quel periodo.
In quasi trent' anni maestranze capaci e ottimi decoratori si alternarono per dare al piccolo edificio sacro decoro e dignità artistica.
Ultimate le opere murarie il carpigiano Lelio Rossi veniva incaricato per decorare l'interno ed il Praudi, nell'opuscolo commemorativo del 1872, ci riferisce "la soffitta o cielo del corpo maggiore vede si dipinto a cassettoni interrotti a debite proporzioni da emblemi e segni scritturali ... i colori soddisfano l' occhio".
All'altro pittore carpigiano, Fermo Forti, fu commissionata l'ancona del vano presbiterale destinata ad ospitare la nuova statua della Madonna col Bambino, opera dello stesso artista, in sostituzione della precedente che fu venduta da don Emidio Lugli ad una signora di Quartirolo in cambio di una consistente somma di denaro a favore dei restauri.
Anche la facciata subì variazioni stilistiche che le conferirono eleganza e slancio sfruttando la ripartizione della superficie in pilastri sormontati da un frontone triangolare che reca al centro il Nome di Mari.
Collaboratore di Alessandro Cabassi fu Achille Sammarini che contribuì ad uniformare i vari aspetti dell'intervento seguendo e dirigendo il cantiere con competenza tecnica ed artistica.
Nel 1872, a conclusione dei lavori, Quartirolo poteva vantare un tempio interamente ripristinato ed abbellito ed un opuscolo commemorativo curato da Brillante Praudi e Antonio Donelli ne celebrava l'evento descrivendo nei particolari la nuova chiesa, elogiandone gli autori e le opere.
I successivi interventi restaurativi risalgono agli anni '20 di questo secolo e compiuti tra il 1927 ed il 1929. Responsabile dei lavori di decorazione è il bolognese Carlo Baldi che rielabora l'aspetto ornativo della cappella maggiore conservando però il medaglione che rappresenta lo Spirito Santo posto sopra il presbiterio. Sostituisce a quella precedente ottocentesca una decorazione ispirata agli stilemi barocchi con fogliami, fiori e fregi a monocromo Quartirolo festeggiava con solennità l'inaugurazione dei lavori alla presenza del vescovo che, con una solenne celebrazione Eucaristica, presentava ai parrocchiani il loro tempio nuovamente adornato, ringraziandoli per le generose offerte elargite con entusiasmo, sotto il sollecito del parroco.
Negli anni quaranta Nello Mazelli intervenne nel soffitto del vano ecclesiale riducendo e semplificando gran parte delle decorazioni ottocentesche.
In tempi più vicini a noi, dobbiamo ricordare che nel 1961 fu rifatto il pavimento della chiesa ed il vecchio altare maggiore in scagliola, ricordato dal Praudi " non tocco da mani moderne" fu sostituito con un' opera di Carmela Adani di Correggio. Quest'ultimo, nel 1973, a seguito dell' adeguamento alle nuove norme liturgiche venne addossato all'abside con inserimento di nuovo manufatto e dei lettorali su progetto di Romano Pelloni a cui vanno assegnate pure le attuali vetrate policrome.
Sempre negli anni '80 furono restaurati a cura della parrocchia tutti i dipinti nelle cappelle laterali.

 

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